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Eccovi il racconto
di Diego Zegna , Andora e' stato il suo primo vero Triathlon , come
tutte le prime volte e' pieno di magia ......
Ed eccomi ad Andora per quello che spero sia il
mio primo triathlon...vista la trasformazione da tri* a du* di San
Remo per le condizioni meteorologiche...che sembrano portarci nella
stessa bi-direzione anche ad Andora.
Ma accadde il miracolo: il vento cambia, le
nuvole si alternano ma sembrano darci la speranza di eseguire
finalmente la tri-disciplina in mare...nonostante i forse meno di
15° dell'acqua ed i cavalloni lunghi, più idonei a fare surf da onda
(noto sin dal mattino un manipolo di surfisti cavalcare le onde
sulla spiaggia a fianco del
porto) che ad essere affrontate a
stile...sorrido ripensando agli allenamenti in vasca...
Doppia razione di crema Budwig per colazione
consumata su un panoramico terrazzino dell'hotel, con Andrea che mi
guarda stranito.
Riesco a fargliela assaggiare ma apprezza
poco...mah, sarà per l'olio di lino :) La gara inizerà alle 14, e
quindi c'è tempo...troppo tempo..così lo sport locale diventa
l'annusare l'aria ed osservare le nuvole, per capire se ce la si
farà a nuotare oppure no.
Salto l'Ironpasta delle 10:45 nell'IronCamper
di IronPippo (la crema Budwig é tanto energetica, se doppia si evita
anche la pasta) con tutti gli Ironamici, e poi via a sgambettare in
bicicletta tutti insieme alle 12:30 per una 20na di minuti.
Ormai ci siamo! Chiudo la mia zona cambio alle
13:26 e vado a fare il "bagno pre-gara" (così mi dicono)...mi godo
sensazioni che non riusciranno più ad essere così vivide come il
primo ricordo...mi sembra di essere un pinguino in mezzo a tanti
pinguini sulle spiagge del Sud Africa...le mute e le cuffie numerate
gialle riescono a renderci tutti buffi uguali.!
Sento dire da tutti che fa freddo ma io per
natura non patisco il freddo ne il caldo..devo essere vagamente
atermico (colpa delle gite ciaspole e snowboard a spalla al Camino a
-12 e solo magliettina dryfit + breathtermo per salire
probabilmente).
Parto nella 5 ed ultima batteria e decido di
chiedere permesso sorridendo, portandomi sin nella prima fila fronte
mare. Ho deciso che non voglio prendermi nessun calcio et simila, o
quantomeno provarci...Gli Ironamici stanno assaggiando il freddo ed
i cavalloni già da 3 minuti, vedo l'acqua ribollire a metà della
prima boa.
Respiro. Rista dà il via. Corro ed in
pochissimo sono in mezzo ai cavalloni dopo aver saltato le rocce
iniziali, sperando nella buona sorte. Capisco quasi subito che le
mie 4/6 bracciate per respirazione devo dimenticarle subito, ed
inizio ogni 2...e conto le onde mentalmente. Ho preso ad istinto una
direzione mentre ero in spiaggia, ma i cavalloni non consentono di
vedere la boa, un terno al lotto.
Decido di affidarmi al mio istinto e scivolo.
Per la verità non faccio fatica...è la mia prima volta con la muta e
devo dire che è una vera benedizione, va da sola. In qualche modo
arrivo alla prima boa, la passo poi cerco di centrare la direzione
per la seconda con qualche istante a rana, ripartendo
subito.
Qui segnalo un atto di scorrettezza che mi fa
ribollire il sangue...non-so-chi mi afferra per la caviglia,
tirandomi indietro...raccolgo la gamba e sferro un calcio secco da
vero thai boxer, rimuginando se era il caso di fermarmi e dargli un
pugno secco guardandolo bene negli occhialini e segnalando il numero
ad un giudice, ma sento che molla immediatamente la presa. Decido di
spingere a favore di onda per rilassarmi, ripunto la spiaggia ed il
gonfiabile blu e mi diverto, perfino mi rilasso. Scivolo e mi godo
le onde. Funziona perché arrivo sciolto dentro la zona cambio e
riparto con la bicicletta.
E qui sto talmente bene per l'effetto
rilassante del nuoto che i pedali vanno da soli del mio amatissimo
mezzo in acciaio...ma faccio una gara vecchio stile no-draft...con
un gruppo di 20 ciclisti che tranne due che ringrazio, non danno un
cambio neanche a chiederlo. Ma capisco e persevero al meglio delle
mie capacità.
Capisco solo in fondo quanto stia andando:
quando mi affianco a Donato per entrare in bici nella zona cambio,
partito 3' prima con gli altri Ironamici. Tranquillo degli anni di
running spesi e delle ripetute sui mille con il mio compagno di
ripetute Velatta, mi sento più che fresco per affrontare gli ultimi
5000...ed ecco che capisco la sfortuna nel non essermi accodato ad
una buona scia...faccio per aprire la falcata ed appoggiare
sull'avampiede...come cercare la reattività di un tronchetto di
legno da ardere! Dolori ai polpacci e falcata corta con ginocchio
basso. Impreco per tutto il primo giro, per poi essere più sciolto
verso la fine del secondo, ma è la mia peggior performance nella
corsa.
Taglio il traguardo con leggerezza (era ora
almeno gli ultimi 200mt!) e sono comunque contento dell'esperienza
all'insegna del "no stress"!
Che bello essere tutti insieme, raccontarsi le
avventure ed osannare Claudio il Grande!
Un grazie a tutti, per la compagnia, i
consigli, le risate. Il triathlon unisce tre volte di
più!
Diego
ZEGNA.
SOLO SU IROBIELLA " No STRESS" il triathlon raccontato dai suoi
protagonisti !!!!
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