Il Papa' oltre ad un avvenire da Presentatore
coltiva due talentuose promesse!!!
Sabato 19 si e' corsa a
Giaveno la classica gara podistica per le categorie
giovanili.
Al nastro di partenza anche
Matilde e Caterina Sublimi. Matilde nella categoria baby sulla
distanza di 300mt si e' classificata seconda alzando la sua prima
coppa, Caterina sulla distanza di 400 mt e' arrivata quarta. Se il
buon giorno si vede dal mattino......... Grazie MASSIMO
!!!!!
( Quale
altra Societa' ha uno Showman come te' ? Certe cose le trovi
solo su IronBiella Triathlon !!!
)
E adesso, guardatevi le foto
.
Ciao
a Tutti
Le foto della Cena Sociale 2011 sono disponibili
nella sezione Fototeca.
Anche le Gare di Lerici e Barcellona sono
visionabili .
Chi volesse condividere altre foto della stagione
passata , puo' madarle alla seguente mail : ironbiella@gmail.com
Riceviamo oggi da Stefano MASSA , il
racconto della
sua gara in Arizona (USA):
Due motti ripetuti costantemente dagli IM sono: “Anything is
possibile” e “No pain no gain”. Questa volta credo proprio di averli
vissuti realmente più che in passato.
A fine settembre la preparazione andava benissimo, mi
restava il mese di ottobre per preparare la maratona. Il 2 ottobre
faccio il primo lungo, ma non riesco a finirlo perché mi si
ripresenta il dolore tipico dell’infiammazione alla bit (bandelletta
ileo tibiale), già operata due volte.
Pur smettendo di correre il ginocchio peggiora di settimana
in settimana fino a portarmi ai primi di novembre a non riuscire
neanche più a nuotare e pedalare. Vorrei rinunciare alla gara, ma
visto che a questa avevo anche abbinato una vacanza con la famiglia,
un po’ triste decido di partire per l’Arizona in ogni
caso.
Una volta giunto a Tempe procedo con due sedute al giorno di
ghiaccio, laser, impacchi di argilla e di artrosilene e nel giro di
un paio di giorni prendo coscienza di poter probabilmente portare a
termine le prime due frazioni, ma di correre neanche a
parlarne.
La mattina della gara, alle 5.00 zoppicavo ancora, ma oramai
era deciso: si parte lo stesso.
Nel nuoto sapevo di essere ben preparato e quindi,
nonostante i 3010 partenti mi posiziono in prima fila. Inno
americano, colpo di cannone e via. Il ginocchio mi da fastidio, ma
con la muta posso permettermi di muovere poco le gambe. Tutto
procede bene ed esco in 1h02’ intorno alla 200^
posizione.
Faccio un cambio abbastanza veloce e
parto per la bici, cosciente di poter fare un’altra buona frazione.
Nonostante il forte vento porto a termine la prova a34 km/h di media
e mi ritrovo intorno alla 270^ posizione assoluta, con l’illusione
che il dolore forse se n’è andato.
Purtroppo però, dopo i primi 200
metri di corsa
realizzo che il dolore è troppo forte e non c’è speranza di
terminare la gara. Zoppicando arrivo al 5° chilometro, mi tolgo il
numero e decido di ritirarmi.
In quel momento vedo mia moglie che mi esorta a continuare
lo stesso e le mie bambine che mi dicono: “papi, per noi sei il più
forte anche se cammini fino alla fine”.
A quel punto decido di arrivare al limite della
sopportazione del dolore e zoppicando sia nei tratti corsa che di
cammino, arrivo fino in fondo aiutato dagli incitamenti delle mie
ragazze, dagli antinfiammatori fast e soprattutto dalle preghiere
che hanno contribuito veramente tanto ad alleviare il
dolore.
Certamente, come l’anno scorso in Florida, il ginocchio mi
ha impedito di fare un risultato cronometrico adeguato e soprattutto
di prendere la slot per Kona (questa volta nonostante la brutta
maratona era a 9 minuti), ma mi ha regalato la soddisfazione di
sentirmi tanto vicina la mia famiglia e la consapevolezza che
veramente “anything is possibile”.
Nel 2012 farò una pausa dedicandomi al massimo al 70.3 e
lavorerò soprattutto sull’equilibrio posturale e muscolare in modo
da ristabilire ordine alle ginocchia, ma certamente nel 2013
riproverò a tentare la qualifica per Kona, sogno di ogni triathleta
(mi piacerebbe farlo con il mio grande amico
Massimo).
Come mi ha detto il mio amico Pierluca alla fine della gara:
se ti qualifichi ai primi tentativi, il sogno si realizza troppo
presto e smette di essere un sogno.
Stefano
Grazie Stefano, uno dei racconti
piu' belli e profondi che abbia mai letto legati ad una
performance sportiva .
Complimenti a te e alla tua famiglia per
essere arrivati in fondo " Insieme ".
Un grazie da parte di tutto il Team
IronBiella .
Certe cose le trovi solo su IronBiella,
diffida delle imitazioni....
IRONBIELLA TRIATHLON "
Unica Societa' NO STRESS"
Stefano Massa
Ford Ironman
ArizonaSunday , 20 Novembre 2011
BIB
AGE
STATE/COUNTRY
PROFESSION
117
45
Mantova
ITA
Business
Owner
SWIM
BIKE
RUN
OVERALL
RANK
DIV.POS.
1:02:40
5:25:03
4:30:27
11:05:51
416
38
LEG
DISTANCE
PACE
RANK
DIV.POS.
TOTAL SWIM
2.4 mi.
(1:02:40)
1:38/100m
221
12
TOTAL BIKE
112 mi
(5:25:03)
20.67
mi/h
271
28
TOTAL RUN
26.2 mi
(4:30:27)
10:19/mi
416
38
TRANSITION
TIME
T1:
SWIM-TO-BIKE
4:41
T2:
BIKE-TO-RUN
3:00
*************************************************
La Cena
IronBiella si terra' Sabato 26 Novembre ore 20:00 Start
Presso il
Ristorante : Agorà Palace Hotel Via
Lamarmora,13/A 13900 Biella - Italy GPS: N
45° 33.744' E 8°03.428'
Costo 25 Eur/cad. mandate la mail di
prenotazione citando la QTA di posti da riservare all'indirizzo
:info@ironbiella-triathlon.com
VI ASPETTIAMO TUTTI per chiudere la Stagione
insieme .
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
23 ottobre
il Duathlon di Torino Risultati
:
Super
Pippo Ressico arriva
3 di Categoria M3 a Duathlon Di Torino
!!!!!!
Eccovi il suo Racconto della gara
:
Ciao a Tutti !!! eccomi qua con le
ultime foto scattate (per errore)in modalita' bianco
nero/colore
La gara e' stata a mio parere bellissima come
del resto l'organizzazione l'ambientazione e il percorso
pazzesco con salite e continui rilanci in bici su un percorso di 4
km bella anche la corsa leggermente ondulata e su 2 giri
.
come vedrete dalla classifica la new
entri Diego corre forte anche se nella frazione di bici il suo
amatissimo mezzo in acciaio non lo ha certo aiutato ,credo che il
prossimo anno si prendera' delle belle soddisfazioni!!!
Alberto ha gia' contattato un noto
"runner"biellese talent scout di fama riconosciuta che certo "lo
tirera' fuori".
E' stato un piacere ritrovare Varesio tra
l'altro molto sereno e allegro e anche grintosissimo nella sua sfida
con il sempreverde Viarengo anche lui agguerritissimo
Personalmente ho trovato la gara bellissima ,ho
tirato come un matto e le sensazioni su una gara cosi' breve sono
cosi' intense che quando ci penso le rivivo ancora come....arrivato
alla bici dopo il 5000 ero gia fuori giri ansimante e barcollante e
partito a palla in bici alla fine del primo giro gia' non sapevo
piu' chi ero dove ero e perche' ero li comunque un pensiero fisso mi
ha guidato per tutta la gara "quello davanti".La seconda frazione di
corsa l'ho iniziata strisciando per riprendermi dopo circa 1km
tirato da un simpatico atleta che mi ha fatto riscoprire energie che
credevo di non avere tanto da trovarmi incredulo a correre
piacevolmente veloce (per le mie possibilita' ma anche
oltre)arrivando sotto il traguardo soddisfatissimo.
Naturalmente era solo uno sprint e non un mega
ironman,ma ho scoperto che anche queste gare hanno un loro
perche',insomma mi sono divertito un sacchissimo !!
Ci vediamo alla cena e per il prossimo anno e
suggerisco di fare come lo Schiappa e il Donato e Luca che a inizio
stagione si sono sparati degli sprint primaverili.
Ciao da pippo.
Ps unico neo per l'organizzazione ,premiava
solo il primo di categoria cavolo !!!per una volta che arrivo terzo
Rista ravvediti!!!!e mandami a casa una brioche.!!!
Complimenti a tutto il Team IronBiella di
Duathlon & di seguito una veloce Sintesi della gara
da parte di Franco VARESIO :
Vince
lo strepitoso francese Andrè Thomas del Peperoncino Team col tempo
di 55.00.
Prima
tra le donne Nadia Cortassa delle Fiamme Azzurre col tempo di
1.03.00 Ironbiella ha schierato 5
atleti. Il veterano Pippo
Ressico chiude in 56° posizione assoluta col tempo di 1.06.34.
Ottimo esordio di Diego Zegna in 1.08.09 e brillante piazzamento
alla sua seconda competizione di Alberto Angelino in
1.14.14.
A chiudere la pattuglia i torinesi Franco Varesio 1.16.57 e Marcello
Viarengo in 1.21.05. Un grande plauso a
Pippo per il suo entusiasmo e la sua grinta nell'incitare
l'ironbiella Team. Pensa che quando mi ha doppiato in bici era in
scia ai pro ed andava ad una velocità da
superPippo.
Video di Triathlon : La stagione del Triathlon
in Italia si e' quasi chiusa , se volete ricordare le gare
alle quali avete preso parte o sognare quelle alle quali vi
piacerebbe partecipare oppure solo cercare di carpire, i
segreti dei Campioni , vi allego 3 di link sui
quali trovare materiale Very hot !!!!!
Nasce la nuova trasmissione interamente
dedicata al Triathlon Grazie alla proficua
collaborazione tra Sport Time e Bike Show TV giovedì 20 ottobre
andrà in onda a partire dalle ore 21 ... Se vi predete quella di
Stasera ci saranno repliche .
Bike Show TV è
visibile sul canale 817 di Sky
oppure visibile tramite satellite HotBird 8 13° Est freq
12.149.
La gara e' stata molto bella ,
prevale Massimo su Stefano , ma la competizione tra i due e' stata
cosi intensa da portarli entrambe sul podio di categoria .
Complimenti a "Dave Scott" Massimo e "Mark Allen " Stefano,
per averci fatto rivivere in piccolo le emozioni della Iron
WAR , vi assicuro che questa non e' stata da meno , io dalla mia
posizione privilegiata li ho visti duellare in Bici , e ho poi
assistito in diretta al momento del sorpasso sulla corsa finale a 4
km dal traguardo . Complimenti ad entrambi .
Per quelli che si chiedono cosa
ne e' stato di "Aldo Rock" Alias Flavio ..... sono ancora vivo e non
ho preso la Polmonite . Dalla prossima gara controllero sempre di
avere con me la Muta , perche' vi assicuro che 1500 metri di nuoto
solo col costumino a meta' Ottobre sono stati abbastanza sfidanti
!!!!!
Domenica 16-10 a Portoferraio Olimpico No
Draft ci sara' :
OLIMPIC WAR la riedizione della mitica IRON
WAR
The duel between triathlon legends Dave
Scott and Mark Allen at the 1989 Ironman World Championship is
remembered as one of the greatest races in the history of endurance
sports. In that race the longtime rivals swam, biked, and ran neck
and neck for eight full hours until, with 1.7 miles left in the
140.6-mile competition, Allen broke away from Scott on the last hill
to claim his first Ironman victory after six failures and five
losses to Scott.
PROTAGONISTI :
Stefano
MASSA
Massimo SUBLIMI
ALIAS "Mark
ALLEN" vs
ALIAS " Dave SCOTT
"
20 anni di Triathlon , Pluri Ironman Finisher ,
CoFonfatore
Ironbiella VS
17 anni di Triathlon , L'uomo dal piede veloce , CoFondatore
Ironbiella
Flavio FASSIO
ALIAS " Aldo ROCK " Scusa Aldo
! Ma tu c'eri a quella gara .... per
cui provero' ad interpretarti al meglio.
La sorpresa che non ti aspetti , cerchera' di approfittare ,
del marcamento stretto dei 2 x fulminarli sulla finish line
.
STAY TUNED per i vari aggiornamenti ,
Ironbiella certe cose le tovi solo qui , the NO STRESS
Society .
Anche Alessandro Borgio ci racconta la sua
esperienza a Barcellona .
Anche nel raccontare
le cose arrivo buon ultimo: dopo Donato e Marco tocca a me buttare
giù un po’ di pensieri in ordine sparso.
Quest’anno è stato
un anno strano, in cui ho privilegiato le sensazioni sui tentativi
(comunque alquanto miseri) di ottenere risultati e tempi: ho fatto
alcune gare abbastanza lunghe (4 70.3, 1 lungo e 2 ironman più 3
maratone) per capire la testa cosa riusciva a fare quando il corpo
non era più tanto dell’idea di proseguire, ma anche per gustarmi
semplicemente il piacere della fatica o dei posti (la maratona di
mezzanotte a tromso, i 70.3 di pettenasco ed arona, l’iron di
Klagenfurt) che offrivano spesso scorci incantevoli.
Ciò non toglie
comunque che, malgrado la preparazione fosse stata abbastanza
approssimativa (specialmente visti i sacrifici a cui si sono
sottoposti i miei amigos, ma io ho sempre avuto un approccio più
gaudente alle gare), a quest’iron venivo con delle
attese di personal best.
L’arrivo a Calella
il venerdì sera è stato piacevole, l’hotel era lo stesso delle altre
due volte, la familiarità e la routine aumentano le sicurezze.
Diverso il sabato che dal momento della ricostruzione della bici
smontata per il trasporto aereo in poi mi ha riservato un po’ di
sorprese: il filo del cambio post. sguainato, (sistemato da un
ciclista locale) problemi con ruota e freni (risolti grazie a Marco
e Donato). Aggiunti al fatto che usavo una bici nuova con cui non
avevo mai fatto 180km di seguito, ha minato un po’ le mie
certezze.
Il giorno della gara
è stato emozionante come sempre, ma era divertente vedere come Marco
e Donato, ben più allenati di me, fossero tesi come delle corde di
violino, mentre io ero più che altro mentalmente disposto a cercare
di divertirmi. E così è stato, benché non avessi i freni dietro
(perché controllare solo il cambio?), ci fosse il vento contro più
delle altre volte, e correre la maratona con 27 gradi fosse un po’
sgradevole. Però vedere le facce della gente che guarda, sentire i
rumori, gli odori, le gambe che non collaborano, lo stomaco che si
chiude, sono cose che se non provi non puoi capire. Ovviamente la
corsa è stata un po’ a strappi (mica come le 2 belve che li hanno
corsi senza fermarsi tutti e 42 – ho perso una cena ma era una
motivazione formidabile per chi era dubbioso e ne è valsa la pena),
ma fino al k30 andava bene e senza fare troppi calcoli ero in linea
col personale, poi per cercare di strafare sono scoppiato. Allora
anziché abbattermi ho ripreso a guardare in giro, a rilassarmi ed ho
fatto gli ultimi 7 meglio di tutti gli altri. Personale mancato per
un quarto d’ora circa, ma viste le contingenze direi che è stata la
mia gara migliore.
Passato il
traguardo, nella zona finishers, c’erano Marco già cambiato,
massaggiato, mangiato, bevuto e rilassato e Donato che era ancora un
po’ stanco, ma avevano una luce negli occhi che era uno spettacolo…
non fossi stato troppo stanco per qualsiasi espressione che non
fosse la fatica, mi sarei commosso.
Che altro dire: mi spiace per tutti quelli che
avevano fatto la foto alla cena sociale per adesione alla trasferta
e che per un motivo o per l’altro non sono potuti venire. Si sono
persi una cosa bella e terribile, ma potranno sempre rifarsi. Io
personalmente dall’anno prossimo vorrei provare a fare le gare con
un po’ più di attenzione alla preparazione ed ai risultati, per
capire se le sensazioni che proverò saranno maggiori e migliori o se
invece la ricerca del tempo mi porterà via il piacere del “mentre”.
Già domenica scorsa a Lerici mi sono sentito un turista in mezzo a
gente agguerritissima, e mi ha dato un po’ di disagio, ma coi
postumi dell’iron l’idea di velocità era improponibile, ed andare a
fare solo lo spettatore non è nel mio dna. La stagione ormai è
praticamente finita, vedremo l’anno prossimo. Prometto che, se vi
farà piacere,a scadenze irregolari scriverò
qualcosa random in merito alle gare di quest’anno. Un abbraccio alla
mia famiglia adottiva di biellesi ed infiltrati, e buona vita a
tutti.
Un GRAZIE !!!
anche ad Alessandro e a tutti e 3 i "Moschettieri" , per avere
condiviso con noi questi loro pensieri , anche se non siamo
riusciti ad esserci , i vostri racconti ci hanno fatto sognare .
Nei vostri racconti fate
sempre riferimento ad una foto , nel quale si era preso insieme
l'impegno di fare Barcellona , ebbene si , siamo riusciti a
recuperarla .....conto almeno 10 persone che vi dovranno pagare da
bere .........
BARCELLONA LE
FOTO DEI NOSTRI TRE " IRONMAN
MOSCHETTIERI"
E' arrivato ,
anche il racconto di Marco Schiapparelli , che ci porta con lui
nelle emozioni del suo primo IRONMAN Barcellona
.
Ciao a tutti, finalmente un po’ di riposo che
mi da il tempo di buttare giù qualche riga per descrivere questa bellissima esperienza che
si chiama Ironman! Non mi dilungo a
descrivere i mesi precedenti la gara, di cui ha già dato un’idea
Donato, pieni di numerosi e lunghi
allenamenti (talvolta fino alle 11 di sera per me che finisco
tardi di lavorare) che riempiono le giornate
spesso troppo corte. Voglio invece raccontarvi la mia gara e i giorni che l’hanno preceduta.
Donato e io siamo arrivati a Calella (dove
si è svolta la gara, ad una cinquantina di Km da Barcellona)
mercoledì nel tardo pomeriggio, nuotatina
flash e poi abbiamo programmato i giorni seguenti: il primo dubbio era “fare o non fare colazione il
giorno della gara?”; abbiamo così deciso di
fare 2 nuotate mattutine (giovedì e venerdì) una “colazionati” e una
no. Giovedì siamo scesi in spiaggia alle 8 a
stomaco vuoto per il primo test: c’erano diversi nostri “colleghi” (il triathleta al
mare si riconosce dalla gamba depilata, dall’abbronzatura “alare” e perché, anche con
30°C, nuota con la muta e la cuffia; inoltre
arriva in spiaggia alle 8 e se ne va verso le 9, per poi riapparire
dopo le 5 del pomeriggio ), abbiamo fatto
circa 2,5 Km di nuoto e poi siamo rientrati a far colazione. Al pomeriggio uscita in bici per
vedere il percorso: l’anello fino a El Masnou è di poco più di 70 Km (andata e
ritorno), un paio di collinette semplici all’inizio e poi tutta pianura; il problema era
sicuramente il vento, a favore all’andata, tanto che in certi punti senza pedalare
viaggiavi a quasi 30Km/h, mentre al ritorno si faticava a viaggiare a 25Km/h!!! Venerdì
colazione abbondante (comprensiva di uova e
peperoni alla griglia) e poi, dopo qualche ora, a nuotare: devo dire
che le onde si sono sentite un po’ sullo
stomaco! Sabato, al mattino briefing (ci siamo fatti sia quello spagnolo che quello inglese per non
farci mancare nulla), poi un breve giro in bici per vedere il percorso di corsa e poi, nel
pomeriggio, il check-in delle bici. Alla sera in giro iniziavano ad esserci sguardi un
po’ tesi e pensierosi, poi tutti a dormire presto per il grande giorno.
Domenica: la sveglia suona che ancora fuori è
buio, una barretta per colazione (per evitare contrasti onde/stomaco), poi sci scende
in strada con le borse per il cambio, si cammina insieme a centinaia di altri triathleti
verso la zona cambio, percorriamo il lungo
mare per circa 1 Km e arriviamo: una controllata alla bici, cibo nei
borselli, gonfiata alle gomme; mentre
aggancio le scarpe mi accordo che una tacchetta si è rotta (no comment), probabilmente il giorno
prima quando ho camminato un po’ con le
scarpe da bici; sembra tenere, ma nel dubbio prendo del nastro e lo
uso per fissare la scarpa al pedale. Poi
entro nel tendone, sistemo le borse per il cambio, due battute con chi mi sta attorno per alleviare la
tensione mentre ci cambiamo; poi raggiungo Donato e Sandro e ci dirigiamo vero la
spiaggia; manca meno di mezz’ora allo start, la musica è già a palla ed è pieno di gente.
Arrivano le 8:30, i primi a partire sono i PRO, poi a seguire le altre categorie. Un in
bocca al lupo a miei 2 amici (a proposito,
ma gli altri 10/11 della foto dov’erano? PAURA
EH?) e poi si entra nel box, ci si schiera e
si attende il via: quando dall’altoparlante esce la frase “one
minute to go” un brivido mi attraversa il
corpo e in pochi secondi vedo davanti agli occhi tutti i sacrifici fatti, gli allenamenti, le persone
che mi sono state vicino; sale l’adrenalina, l’emozione e poi… lo sparo, pochi passi di
corsa, poi l’acqua diventa subito profonda,
la prima boa è a 200m, qualcuno mi aveva detto che negli Ironman
non prendi botte in acqua come nelle altre
gare, BALLE! La prima boa arriva, si svolta a destra e si inizia un rettilineo di quasi
1,5Km, decido di prendere un passo costante, ma non eccessivamente forte, voglio uscire
dall’acqua senza aver faticato troppo, anche
se impiego qualche minuto in più, voglio essere riposato per le
altre frazioni (anche Sandro il giorno prima
mi ha consigliato di fare così). Dopo un po’ che nuoto raggiungo uno e mentre lo sto superando decide
di dare una gambata a rana: centrato in
pieno in faccia, meno male che gli occhialini erano sotto alla
cuffia così si sono girati, ma non li ho
persi; mi fermo li sistemo e riparto. Dopo il primo rettilineo si ritorna in dietro, questa volta i Km sono 1,8,
poi a sinistra e gli ultimi 300m, la spiaggia e la zona cambio. Si parte in bici, i
giri sono 3, due uguali da 70Km e uno più
corto da 40Km: il primo giro corre via bene, senza vento, incrocio
il primo PRO, sembra essere in moto,
proseguo e riesco a scaldare bene le gambe verso il 50°Km; poco dopo raggiungo Sandro, che era partito
nella batteria prima, due parole e via…. Inizia il secondo giro e si alza anche il vento
(si stava meglio prima!). Non ho mai visto
tante bici da crono tutte insieme (credo il 90% dei partecipanti).
Verso il 90°Km inizia a farmi male un
ginocchio, in nastro che blocca la scarpa fissa troppo e si scaricano tutte le botte sull’articolazione,
così rallento, decido di togliere il nastro per liberare la scarpa (di li a poco c’era
l’assistenza meccanica, al limite), sembra tenere, riprendo il mio passo. Il vento ci accompagna
fino alla fine, ma i 180Km passano comunque
in fretta e si arriva alla maratona. Esco dalla T2, guardo il
cronometro, 6h 35’, due calcoli veloci: 3h
24’ per stare sotto alle 10 ore di gara, 4 giri da 10,5Km, 51’ a giro, CI PROVO!!! Il percorso, dopo
qualche curva e un sottopassaggio “bastardo”
per la pendenza, si immette in un rettilineo di circa 4Km da fare in andata e ritorno, il gran caldo di
certo non aiuta. Mi supera uno stangone di 190cm che viaggia con il mio passo, mi metto in
scia. Arriva la fine del primo giro, 50’, ma
non credo di riuscire a tenere questo ritmo, così decido di lasciare
andare la mia lepre che continua con quel
passo e rallento. Verso il 18°Km, la crisi, le gambe si induriscono la fame si fa sentire; rallento un
po’ e continuo a correre cercando di non pensarci; incrocio Donato che mi dice di andare
e io penso “fatti il secondo giro e poi mi
dici!!!”. Inizio il terzo giro, al ristoro mi prendo una barretta,
mangiarla mentre corro è un’impresa, così
decido di camminare. Da dietro sento “forza Italia”, un atleta del Torino Triathlon mi incita e mi supera, gli
rispondo “vai,vai, finisco di mangiare
e arrivo!”; finita la “merenda” riprendo a
correre, lo raggiungo dopo circa 1Km, gli dico “forza Torino”, non mi risponde, ma dal
suo sguardo capisco!! Al 25°Km le gambe
sembrano riprendersi (probabilmente mi si è spento il senso del
dolore), aumento il ritmo, sono circa le 18
e il caldo diminuisce; finalmente inizia l’ultimo giro il ritmo resta buono, i cartelli dei Km
passano veloci e molti intorno a me stanno camminando. A circa 6Km dall’arrivo vedo
avvicinarsi una maglia blu, lo raggiungo e
lo supero: è la mia lepre del primo giro che sta camminando!! 40°Km
quasi ci siamo, sale l’emozione, aumento
l’andatura (gli ultimi 2Km attorno ai 5min/Km), mi corro per l’ultima volta la salita del
sottopassaggio, sto girando dentro al campetto per gli ultimi 500m quando mi supera uno, non
mi importa, lascialo andare, mi tiro su la
cerniera del body, mi sistemo il numero, gli ultimi 200m sono su un
tappeto rosso tra centinaia di persone che
fanno il tifo e musica a palla, il tipo che mi ha superato poco prima cede e così lo risupero e finalmente
FINISH LINE………….
Finire un IRONMAN ti lascia dentro una
sensazione indescrivibile a parole, condivisibile con uno sguardo solo con chi ha
terminato la stessa impresa. Certo dopo aver
tagliato il traguardo il pensiero è “mai più una fatica così, come
fanno a rifarne un altro questi pazzi”…. Il
problema è che il giorno dopo ti rendi conto di essere entrato anche tu in questo mondo e pensi già
alla prossima conquista….
Infine è doveroso un ringraziamento a tutti
quelli che in questi ultimi mesi mi hanno consigliato, sostenuto (anche a distanza il
giorno della gara) e soprattutto sopportato affinchè potessi raggiungere questo traguardo.
E grazie a Donato e Sandro per aver condiviso con me questa bellissima
avventura.
GRAZIE MARCO , per
il tuo Racconto Sportivo , e per l'impresa che hai portato a Termine
.
Certe esperienze
le trovi solo su Ironbiella , una volta' di piu' , l'unica
Societa' No Stress .
Mentre il mondo
segue gli Ironman , noi che siamo sempre Giovani ci facciamo lo
Sprint !!!!
Risultati di Team , bellissima
giornata , grande divertimento .... Miglior performance
relativa "Pippo" Ressico , che ci spieghera' come riesce a
stare a 2 min, da Stefano e Massimo !!!!
Stefano nonostante le dichiarazioni pre-gara ,
piazza un tempone !!! Massimo e' in crescita per cui la
prossima settimana all'Elba ci sara' la " Triatlhon War
" tra i 2 !!!
Massimo sara' Dave Scott e Stefano Marc Allen , io faro' Aldo Rock che comunque era presente , e vi
raccontero' come andra' a finire !!!!
Le new entries Andrea e Alberto , sono gia' a
ridosso dei " Vecchi Leoni "
.
Alberto ha fatto il nuoto senza occhialini , per cui ........
Attenzione a A.A nel 2012 !!!.
La fila e' chiusa dai soliti noti Flavio
e Alessandro , che si godono la quasi fine stagione , ma
attenzione che la prossima , saremo Spietati !!!!!
Pubblichiamo con Vero
piacere , questo Bellisimo racconto della Gara Ironman di Barcellona
Del Nostro Donato GRECO
:
Quattro anni fa neanche sapevo
cosa fosse il triathlon… Nel 2009 la mia prima gara ad Andora…
Proprio quell’estate lo “Schiappa” vedendo il mio entusiasmo per
questo sport iniziò a parlarmi di ironman, anche se l’idea mi
eccitava parecchio compresi che non era ancora ora. Nell’ottica di
potere realizzare un giorno un grande progetto, nella stagione 2010
proviamo a fare un paio di 70.3. A Candia finisco un po’ tritato ma
inizio a capire un po’ di cose e a Bellagio va già decisamente
meglio. Alla cena sociale 2010 con la giusta atmosfera casco nella
trappola e pochi mesi dopo sono iscritto al challenge di Barcellona
distanza ironman. Sento che è arrivato il momento di darsi da fare!
D’inverno oltre al giovedì sera, e al sabato
mi alleno in piscina la domenica pomeriggio con Claudio che dice che
il suo gatto nuota meglio di me! Intanto sempre durante l’inverno
dopo il lavoro si va in palestra e si corre. Non ho i rulli per la
bici e soffro il freddo quindi poche volte riesco a uscire per un
giretto. La stagione 2011 è già stata programmata: 2 gare per ogni
distanza il tanto che basta per tenere il punteggio rank e infine
Barcellona. La primavera invita a prendere coraggio e ci si allena
tutti i giorni uno sport al giorno, verso fine giugno le distanze
degli allenamenti iniziano ad aumentare arrivando così a luglio,
agosto e un pezzo di settembre dove si cerca di incastrare nella
maniera migliore durante la settimana allenamenti combinati e lunghi
con qualche giorno di riposo qua e la, cercando di mettere in
pratica “i consigli dell’esperto”. L’estate è passata così,
allenandosi anche quando non si aveva tanta voglia, finendo sempre stanchi la sera, alle volte chiedendosi:
chi me lo fa fare?
Sembra che mi sia allenato
abbastanzama non ho termini di paragone quindi non so se è veramente
così! (sono sempre andato un po’
asensazione).
Mentre penso a tutte queste cose
prima della partenza, Sandro mi chiede:
com’è?
Io gli
dico che ho paura come quando dovevo salire la prima volta
sull’ottovolante, mi piaceva un sacco, tutti quanti dicevano che era
bello ma avevo paura, lui mi dice che anche alla quinta volta è
così!
Ci siamo, tutti e tre ci facciamo un in bocca al lupo e ci
salutiamo. Quando arrivo al prestart l’emozione è talmente forte che
mi viene da piangere ma non posso perché ho già messo gli
occhialini, li sento perfetti e non voglio
toglierli!
Do un’occhiata alle boe… accipicchia se sono
distanti!!
E’ quasi un anno che sogno questo momento, me lo godo a
fondo!
Lo starter spara e si parte! E’ gara! Si esce dall’acqua, il
pubblico ci incita, è veramente
bello.
Prendo la bici, 180 km sono tanti ma in gara passano in fretta,
pensando un po’ a tante cose e distratto un po’ dal panorama.
L’organizzazione è perfetta, correre in un circuito chiuso al
traffico è una vera libidine. Ecco i 180 sono fatti e
adesso???
Trovo Sandro in zona cambio, mi cambio anch’io e partiamo insieme
per la
maratona.
Poco tempo prima di partire per Barcellona ho incontrato
Claudio Faedo che mi ha prestato gentilmente la borsa rigida per
trasportare la bici in aereo, dall’alto dei suoi innumerevoli
ironman portati a termine, quando gli dico che mi piacerebbe correre
tutta la maratona lui scommette che non ce la farò, un po’ mi
sconforta il fatto che lo dica uno che ne ha corsi veramente tanti e
sa quello che sta dicendo, però accetto la
sfida.
Mi dice che quando inizierò a correre la martona dovrò
pensarlo seduto sul divano che si beve una birra ghiacciata… sarà
fatto!
A Claudio Ramella invece quando chiedo una parola di conforto
dopo l’ultimo allenamento in piscina prima di partire per la Spagna,
mi dice che dopo solo tre anni di triathlon se finisco l’ironman e
corro tutta la maratona posso ritenermi un miracolato…
vabbè! Quando Sandro arriva
Barcellona anche lui scommette che non ce la farò a correre tutta la
maratona… Tutto questo “incoraggiamento” inizia a farmi
pensare!
Mentre tutti questi pensieri mi attraversano la testa mi
congedo da Sandro e provo a trovare il mio passo ma…. Mi sento
libero…. Non è come gli altri triathlon… qualcosa non va….. sento
che mi manca qualcosa…..
NOOOOOOOO!!!
Dopo quasi un chilometro mi accorgo che quando ho cambiato
calze e scarpe per correre non ho rimesso il chip alla caviglia!!!!
(regola n.1 MAI togliersi il chip). Dopo essermi
stramaledetto, mi rendo conto di avere fatto una “Donatata” e
ritorno di corsa nel deposito borse con sguardo allucinato a cercare
il mio
chip!
Lo ritrovo e riinizio a correre la mia maratona di quasi 44 km…..(il
risultato è 12 minuti in T2) Ho la testa dura e alla fine riesco a
correre tutta la maratona anche quando lo sconforto, la grande
stanchezza e l’enorme fatica cercano di impadronirsi di me e
vogliono farmi cedere. Grazie ai “consgli dell’esperto” riesco a non
sfasciarmi i piedi e man mano che passano i chilometri sotto le
suole inizio a capire perché si chiama
ironman.
Non raccontare le emozioni che si provano alla vista del traguardo,
ma la gioia è immensa! C’è Marco dopo il traguardo ad aspettarmi, è
bello ritrovarsi e subito gli dico……, che non farò mai più una
faticaccia del genere, che non sprecherò più un’ estate per
allenarmi, che non faro più così tanti sacrifici, e che non capisco
come faccia la gente ad avere voglia di farne un altro dopo avere
terminato il
primo.
Mi sembra veramente eccessivo paragonarlo ad una
droga! Marco è d’accordo con me…
Sandro quando arriva non sembra sorpreso quando anche a lui diciamo
che non faremo più gare su questa
distanza.
Lunedì le gambe sono doloranti, fare uno scalino è come
correre 10km in maratona e una rampa di scale è come fare un ironman
ma iniziamo a renderci conto dell’impresa…. Martedì le gambe vanno
un po’ meglio, ci troviamo con Sandro che ci dice che giovedì saremo
come nuovi e durante una visita culturale ad un museo, con una
metafora pittorica gli faccio capire che la voglia di riprovare a
gareggiare su distanze così lunghe è poca, lui annuisce scherzandoci
su... Marco ed io man mano che passa il tempo però ci rendiamo
sempre più conto dell’impresa e mentre il male alle gambe si sta
riducendo, martedì sera valutiamo la possibilità di portare a
termine un altro grande progetto rendendoci conto così di essere
entrati nel tunnel della droga! Sandro lo sapeva già
domenica……!!!
Ho letto da qualche parte che le
donne hanno una parte del cervello che cancella i dolori del parto
se no dopo la prima volta probabilmente non partorirebbero
più.
Penso che i triatleti abbiano sviluppato la parte di cervello che
cancella i dolori dell’ironman, quindi state tranquilli…. SI PUO’
FAREEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Grazie a tutti coloro che mi
hanno sostenuto,allenato,aiutato,consigliato e
sfidato.
Donato
Un Grazie di Cuore a Donato per questo
bellissimo racconto del suo primo Ironman !
Non so come la pensiate voi , ma questo e'
Sport vero !!!!
Questo e' IRONBIELLA ,
l'unica Societa' di Triathlon : "No Stress "